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«Il Museo della Stampa si apre al mondo digitale»: così Tino Gipponi, presidente del museo lodigiano di via della Costa, ha inaugurato sabato scorso il rinnovato allestimento, arricchito da una strumentazione tecnologica aggiornata, di un patrimonio espositivo tra i più ricchi in Europa nel settore delle macchine e delle tecniche di stampa. Cinque grandi schermi collegati ad altrettante postazioni touch screen consentono ora al pubblico di entrare in contatto in modo interattivo ed emozionante con le macchine da stampa, di cui il visitatore può osservare ingrandimenti mozzafiato anche dei più piccoli dettagli, grazie a immagini fotografiche piramidali ad altissima definizione; un altro tocco sullo schermo, e si può far ruotare  l’immagine tridimensionale della macchina, o proiettare un filmato sul suo funzionamento. «Questo progetto di valorizzazione digitale del museo – ha spiegato ancora Gipponi – si deve all’opera di Aedo, una start-up nata lo scorso anno dal bando IC (innovazione culturale) della Fondazione Cariplo con Regione Lombardia; Aedo ha partecipato con il Museo della stampa a un bando regionale di progetti per Expo, ottenendo un finanziamento finalizzato all’aggiornamento tecnologico della sede museale». Nell’intervento in cui ha raccontato le tappe dello sviluppo del progetto, Maddalena Camera, giovane presidente di Aedo, ha sottolineato, insieme a Gipponi, il sostegno determinante dei co-finanziatori sia nel settore pubblico (Regione Lombardia), sia in quello privato, con l’intervento di due aziende multinazionali con sedi lodigiane, la Flexotecnica KBA di Tavazzano e la Trelleborg di Lodivecchio. Maddalena Camera (una laurea in Beni culturali e un’esperienza di alcuni anni nel campo del restauro) ha parlato a nome del gruppo di lavoro di Aedo, del quale fanno parte architetti web, esperti di elaborazioni digitali, esperti nel settore della conservazione e della valorizzazione dei beni culturali, oltre che nella divulgazione e nell’approccio didattico digitale: con  Matteo Perelli, Fabio Salvetti, Paolo Camera e Flavia Tisato hanno  collaborato anche, per questo progetto, il fotografo Antonio Mazza e il giovane video-maker Matteo Beghi. «Ma l’aspetto che mi preme di più sottolineare in questo progetto – ha spiegato la presidente di Aedo – è la strettissima collaborazione tra lo staff di Aedo e lo staff del museo. Questa collezione, nata dal collezionismo appassionato e visionario dell’ingegner Schiavi, è gestita da un gruppo di volontari che credono nell’urgenza di trasmettere i contenuti e i valori dell’istituzione. Lavorando insieme, abbiamo ripensato il modo di trasmettere il sapere di cui essi sono depositari, attraverso nuovi linguaggi e strumenti aggiornati tecnologicamente». La perfetta integrazione tra tecnologia e rapporto diretto con il personale del museo è emersa, del resto, già in questa occasione: i visitatori di tutte le età sostavano davanti alle postazioni touch, cimentandosi con il nuovo approccio digitale ai materiali della collezione, ma usufruivano anche del prezioso aiuto dei tecnici  e della competenza delle guide, coordinate dal direttore del museo, Osvaldo Folli. Tra il pubblico, numerosi studenti del Liceo Gandini, che ha attivato una partnership per mettere a disposizione  alcuni studenti  come guide durante le numerose aperture straordinarie, in occasione dell’evento di EXPO 2015.

Il Museo della Stampa e della Stampa d’arte Andrea Schiavi (via della Costa, 4, Lodi), attualmente visitabile su prenotazione (www.museostampa.org), resterà aperto nei 26 weekend di Expo, ogni sabato e domenica da maggio a ottobre, con un calendario ricco di eventi.

Marta Rossi, da Il Cittadino